Dalla psicologa

Interventi di audit organizzativo e progetti di intervento formativo

 

Interventi di Audit organizzativa e progetti di intervento formativi

Conoscere per intervenire

L’Obiettivo di ogni intervento implica sempre l’istituire un pensiero sulle componenti simboliche che indirizzano l’azione organizzativa.  

Ed è per questo importante, per chi interviene, conoscere le dinamiche collusive del contesto e la traduzione che l’organizzazione opera nei loro confronti. 

Per l’intervento entro le organizzazioni, vale lo slogan «conoscere per intervenire». 

Gli strumenti di conoscenza possono essere diversi ma, nell’ottica che propongo, sono sempre volti a rilevare  preliminarmente la dinamica culturale che caratterizza il rapporto tra organizzazione e contesto nella quale è richiesto l’intervento, come a titolo esemplificativo:

-Analisi Organizzativa Multidimensionale Integrata

-Assessment Organizzativo

-Analisi della Cultura organizzativa

-Analisi del contesto

-Interventi formativi

Formare è un'attività volta a promuovere a livello organizzativo evoluzioni inerenti ai processi organizzativi e alla gestione delle risorse umane e a livello individuale percorsi per lo sviluppo delle proprie competenze professionali.

La formazione psicosociale favorisce un riesame, un ampliamento una messa in  discussione  dei  sistemi  di  riferimento,  facilitando  l’espressione delle  emozioni  e  analizzando   gli  elementi rimossi  relativi  al  lavoro  e al rapporto con l’organizzazione, introducendo  nuovi  sistemi  di  valori  e  approfondendo  il  significato  della    separazione tra valori dell’organizzazione e valori dei singoli.

Un intervento di formazione è sempre preceduto da una fase di analisi della domanda.

Analizzare la domanda di formazione significa verificare la disponibilità dei committenti ma anche di tutte le altre componenti dell’organizzazione a riconsiderare la matrice psicosociale della problematica denunciata

La disponibilità ad affrontare un itinerario di analisi che non offre soluzioni precostituite; si tratta piuttosto di  concordare un lavoro di riflessione di interpretazione che sveli il significato nascosto delle disfunzionalità manifeste dell’insoddisfazione vissute dai singoli  e dai gruppi, e di collegare tutto questo con la dinamica istituzionale entro la quali membri dell’organizzazione sono “presi”  a loro insaputa superando le resistenze che si oppongono immancabilmente quest’analisi.

La mia proposta è rappresentata dalla teoria del rapporto tra individui e contesto; in quest’ottica si considera il contesto quale presenza ineliminabile nella realtà psicologica, tale da configurare la mente come costantemente in rapporto con il contesto stesso. 

Il contesto è sempre intenzionato, quindi è fatto di rapporti fortemente connotati di intenzionalità. Inoltre, il contesto non può essere composto che da più persone: non si può non essere in relazione. 

Laddove la relazione non è da intendersi quale presenza fisica, ma quale costruttrice dei significati emozionali condivisi. 

Dal mio punto di vista, la formazione non è avulsa dalla cultura organizzativa in cui si inserisce, dalle storie di chi vi partecipa e dal modo in cui chi vi partecipa vive emozionalmente il contesto formativo e l'organizzazione in cui è inserito. 

Pensare alla formazione è, quindi, inscindibile dal considerare il contesto di rapporti entro i quali la formazione si produce. 

La formazione è un processo complesso e non possiamo esimerci dal confrontarci con tale complessità, pena la proposta di sterili ripetizioni di sapere, a prescindere dai contesti e dagli interlocutori o di immersioni emozionali, anche divertenti, che si esauriscono in sé, nell'esperienza emozionale fine a se stessa. 

Per superare la lettura individualista nei contesti organizzativi e la cesura tra emozionalità e razionalità, di molte delle proposte formative, ritengo fondamentale avvalermi di una teoria del rapporto tra individui e contesto utilizzando il modello di promozione dello sviluppo. 

Tale modello, che si riferisce a importanti autori, presuppone che teoricamente e metodologicamente occuparsi di formazione significa collocare utilmente l'azione professionale entro un rapporto con committenze, contesti, contingenze, prodotti e verifiche, e perciò con relazioni di domande e con le realtà sociali che le esprimono. 

E' in tal modo  che la  formazione   si  situa entro il contesto organizzativo, opera all'interno delle sue componenti  e ha senso nel dare risposte  tempestive  ai  problemi aziendali e organizzativi, non ai problemi o ai bisogni delle persone scisse dai contesti lavorativi.

La formazione psicosociale è a tutti gli effetti una “storia” resa unica e irripetibile proprio dal rapporto che s’instaura tra tutti i soggetti partecipanti, compresi formatore e committenza. 

L’input narrativo è dato da una domanda e trova sviluppo attraverso un susseguirsi di FASI entro un preciso contesto storico-culturale e organizzativo.